zia Lizzò ~ la leonessa sul comò ([info]lisachanoando) wrote in [info]dietrolequinte,

Fic: I Belong To You (Mon Cœur S'Ouvre À Ta Voix)

Titolo: I Belong To You (Mon Cœur S'Ouvre À Ta Voix)
Autore: [info]lisachanoando ([info]lizonair)
Beta/Prelettore: [info]el_defe
Fandom: RPF - Inter F.C.
Personaggi/Pairing: José/Inter/Zlatan (+ tutte le combinazioni possibili: José/Inter, José/Zlatan, Inter/Zlatan). No, non vi sto prendendo per il culo.
Rating: PG.
WordCount: 1044
Avvertimenti: Angst, Slash, Het, Threesome (tutti lievissimi).
Riassunto: "Come tutti gli amori della sua vita, José l’Inter non l’aveva scelta: lei era esplosa."
Note: Ciò che dovete sapere, dovreste averlo anche intuito dai pairing/personaggi espressi là sopra. Io, più di quello, non so che dirvi XD


I BELONG TO YOU
mon cœur s'ouvre à ta voix

Come tutti gli amori della sua vita, José l’Inter non l’aveva scelta: lei era esplosa. Si erano conosciuti per lavoro, naturalmente. La loro collaborazione era cominciata quasi per caso. Lei aveva appena mollato, lui era appena stato mollato. Non che entrambi fossero così clamorosamente a pezzi, ma fra il non essere morto e l’essere vivo passa una differenza molto meno sottile di quanto non si possa pensare, e José non si sentiva vivo da tanto di quel tempo che aveva perfino l’impressione di essersi dimenticato come fare a respirare. L’Inter, poi, era se possibile in una condizione psicologica ancora peggiore: vincente in tutto meno che negli affetti, giocava le partite della sua vita in balia dei capricci e dei mal di pancia dell’uomo al quale doveva tutto, e che proprio per questo minacciava di essere anche l’unica cosa che avrebbe potuto lanciarla in un vortice di disperazione, lasciandola sola da un giorno all’altro.
José e l’Inter avevano cominciato a conoscersi quando lei era ancora così presa da Zlatan da non riuscire quasi a pensare a nient’altro. “Non mi piace come ti muovi,” le aveva detto José in uno dei loro primi e incerti momenti d’intimità, accarezzandole teneramente il viso, come volesse prendere le misure dei suoi lineamenti.
“Lo so,” aveva risposto lei con un sorriso stanco, “ma non riesco a lasciarlo andare.”
“Non te lo sto chiedendo,” l’aveva rassicurata immediatamente lui, sorridendo appena, “Vedrai che riusciremo a farla funzionare anche così.”
Farla funzionare era stata dura, ma soddisfacente. Mentre l’Inter osservava, vagamente in imbarazzo, un po’ a disagio nel sentirsi contesa fra due personalità tanto forti, José era andato da Zlatan e l’aveva guardato severamente, saldo sulle gambe, senza arretrare di un millimetro.
“Non manderai tutto a puttane,” gli aveva detto, scrutandolo quasi con odio, “Farai ciò che io ti dirò di fare. Niente di più, niente di meno.”
“Non puoi domarmi, portoghese,” aveva riso Zlatan, sfacciato, “Non sono quel tipo di persona.”
“Non mi interessa che tipo di persona tu sia,” aveva risposto José, imitando il suo sorriso sicuro, “Farai ciò che io ti dirò di fare,” aveva ripetuto, “Niente di più, niente di meno.”
Anche Zlatan, come l’Inter, non l’aveva scelto lui. Ed anche Zlatan, come l’Inter, era esploso. Lavorare fianco a fianco con lui, mentre l’Inter si arrabattava faticando fra una prova di forza e l’altra, gli aveva dato modo di osservare tutto, della sua persona. La sua forza, il suo orgoglio, la sua indomabile sicurezza. Zlatan e l’Inter erano simili, molto, troppo. L’unica cosa che li differenziava era il tipo di sorriso col quale accoglievano le avversità: Zlatan sorrideva cattivo, preparandosi ad affrontare qualunque cosa; l’Inter sorrideva placida, certa di potercela fare, abbandonandosi sensuale fra le braccia di entrambi, pronta a farsi sostenere.
Le loro quattro braccia bastavano, a sostenerla. Ma solo fino ad un certo punto.
“Non posso avere tutto, finché resto con voi,” gli aveva detto Zlatan durante un pigro pomeriggio estivo, appoggiandosi quasi stancamente contro di lui in uno sfoggio di intimità che non si era mai manifestato fuori dalle lenzuola che condividevano con l’Inter, “Io voglio tutto, Zay. E qui non posso prendermelo.”
“Non lo farai,” aveva cercato di fermarlo lui, senza guardarlo, troppo teso perfino per muoversi. “Non manderai tutto a puttane. Tu resterai.”
Zlatan aveva sorriso, allungandosi a baciarlo lievemente su una guancia.
“Non l’hai ancora capito, portoghese?” l’aveva preso in giro, ridendo appena, “Non puoi domarmi. Non sono quel tipo di persona.”
Era partito pochi mesi dopo. La Spagna, diceva, quello era il posto. Barcellona. Lì avrebbe potuto avere tutto. Quando l’aveva detto all’Inter, lei aveva sorriso tranquilla, come sempre. L’aveva rassicurato stringendogli una mano e poi s’era allungata a sfiorare la fronte di Zlatan con le labbra morbide e dolci, sciogliendo la tensione che aveva accumulato fino a quel momento in attesa della sua risposta.
“Ti auguro di essere felice,” gli aveva detto. Non aveva mai pianto. Neanche osservandolo salire sull’aereo.
Dopo Zlatan, non era arrivato nessun altro a frapporsi fra José e l’Inter. Ed era stato allora che lei era esplosa ancora, devastandogli il cervello. L’aveva osservata sorridere con rinnovata decisione, ricomporsi dal nulla, reinventarsi da zero, e tirare su le maniche fino al gomito. L’aveva vista correre a perdifiato da un lato all’altro del campo, colpita una, due, tre volte, ferita quasi fino a non potercela più fare. E rialzarsi sempre, ogni volta con lo stesso identico sorriso sul volto. Il sorriso di chi ha smesso di credere di potercela fare, il sorriso di chi sa che ce la farà.
L’aveva baciata in un freddo primo pomeriggio di fine febbraio, di fronte a un sacco di gente.
“Voglio che lo sappiano,” le aveva detto, nascondendo l’imbarazzo e stringendola con forza fra le braccia, “Voglio che lo sappiano tutti.” Lei aveva sorriso, un po’ incerta, ed aveva sollevato le braccia per allacciarlo al collo, lasciandosi cullare. “Non l’avevo mai fatto, prima d’ora,” aveva aggiunto lui, la voce vagamente tremula e lo sguardo fisso sul suo collo bianco e un po’ arrossato d’imbarazzo. “Non ti lascerò mai.”
“Non dirlo,” aveva risposto lei, allontanandosi appena per poterlo guardare negli occhi. Sorridevano le sue labbra, sorridevano gli occhi azzurri sotto le ciglia nere, curve e lunghe, insidiose come trappole, da perdercisi dentro. “Non voglio promesse. Le tue labbra mi bastano.”
José gliele aveva date ancora, stringendola con forza alla vita.
L’aveva vista crollare a terra sconfitta non più di qualche settimana dopo, sola in mezzo al campo. Le si era avvicinato con circospezione, quasi avesse paura di disturbare il suo cordoglio facendo troppo rumore. Si era accucciato al suo fianco, lei era rimasta per terra, fradicia di pioggia e sudore, ansante, distrutta, delusa. Non sorrideva più.
“Non posso farcela,” l’aveva sentita bisbigliare, la voce rotta. Le lacrime, sulle guance bagnate di pioggia, erano invisibili, ma ugualmente dolorose. “Non ce la posso fare, Zay. Non sono forte abbastanza. Non come credevi. È finita.”
José aveva lasciato scivolare la propria mano sulla sua, intrecciando le loro dita.
“Sarò forte anche per te,” le aveva risposto sicuro, “Ce la faremo insieme.” Lei aveva sollevato lo sguardo e l’aveva scrutato a lungo, senza cambiare espressione. Poi, la sua tristezza s’era sciolta in un sorriso più calmo. “Ti fidi?” le aveva chiesto lui, stringendo la presa sulle sue dita.
“Mi fido,” aveva risposto lei, annuendo decisa. S’era rialzata senza aiuto pochi secondi dopo. Senza neanche parlare, stava già cercando serenamente il biglietto per Londra.

Tags: fan » lisachan, fic, fic » fandom » sportivi » calcio, fic » people » josé mourinho, fic » people » zlatan ibrahimović

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[info]anybeaver

March 13 2010, 17:56:22 UTC 2 years ago

...ma che mi sono commossa? cacchio...cattiva!!! *O* e se ti sento dire un'altra volta che non sei un genio ti picchio U____U *spupazza*

[info]janetmourfaaill

March 13 2010, 18:03:48 UTC 2 years ago

Io credo che la genialità che c'è in te sia così tanta che per essere appunto così tanta qualcuno l'abbia dovuta sottrarre a qualche altro randomico essere vivente - non facciamo esempi fin troppo ovvi o scadiamo nel deplorevole.
L'ho letta tutta d'un mezzo fiato e boh, onestamente dice tutto lei, io non - boh - non spreco ulteriori parole inutili dietro a questa cosa splendida.
Tu, come poche altre persone che conosco e leggo, sei capace di scrivere su qualunque cosa. E su questo qualunque cosa tu scrivi come se stessi scrivendo su qualcosa che conosci alla perfezione e che è lì per essere buttato giù da te e da nessun altro, riga.
Non sono cose propriamente nella norma e fanno di te una persona - a prescindere da come poi tu sia con questo, quello o quell'altro - realmente singolare. Realmente.

[info]melting_lullaby

March 13 2010, 18:17:44 UTC 2 years ago

Ma questa cosa è pucciosa oltre ogni dire e io non ho capito nemmeno la metà dei riferimenti che hai fatto. E il solo fatto che io abbia intuito riferimenti che non posso capire ti dà la misura di quanto sia adorabile anche nel suo essere breve.
José era diverso dall'altro che ho letto, e questo mi sapeva tanto di film francese con le riprese degli occhi e la musica struggente in sottofondo. L'ho anche visto molto tormentato e molto dolce, cose che nella fic sul cane non poteva essere - poverino - era comica!
Di Ibra non dico niente, perché ne so ancora di meno direi, ma l'idea che ne dai è sempre dell'infame stronzo col sorrisetto *loves*.
Che dire di Inter, i maschi svampiti mi piaceranno sempre di più delle femminucce svampite, ma lei lo è stata abbastanza da farmi fare *aaaw* un po' per ogni dove e poi è così epicamente persa e debole nella scena finale, rendendo così epicamente epico lui!
Puccina, mi è piaciuta :3

[info]chia25

March 13 2010, 18:55:41 UTC 2 years ago

Allora. Per prima cosa parto a dirti che mi sono sentita molto inadeguata e molto piccola nel leggere questa storia, principalmente perché io quello che racconti non l'ho veramente vissuto sulla pelle, perché sono arrivata dopo e Dio mio, mi sento una stupida ad essere qui a raccontarti cose per cui palesemente mi schiaffeggerai non appena leggerai il commento, ecco. Ma è stato proprio un senso di inadeguatezza che ho sentito a pelle, perché sono anche sicura di aver capito tipo solo una metà dei riferimenti che hai fatto e la cosa mi rende indegnamente triste nel modo in cui solo le cose troppo belle riescono a renderti triste.
“Non posso avere tutto, finché resto con voi,” gli aveva detto Zlatan durante un pigro pomeriggio estivo, appoggiandosi quasi stancamente contro di lui in uno sfoggio di intimità che non si era mai manifestato fuori dalle lenzuola che condividevano con l’Inter, “Io voglio tutto, Zay. E qui non posso prendermelo.”
Sappi che ho odiato profondamente Zlatan. Ma tantotantotanto. Proprio di un odio violento, che tipo sarei voluta entrare dentro la storia e prenderlo a ginocchiate nel basso ventre fino a fargli perdere i sensi e poi continuare ad infierire sul suo corpo esanime perché DIO, zingaro, sei uno stronzo che non ti si racconta e vaffanculo - perché poi io lo amo comunque, per quanto possa amarlo una come me che lo ha conosciuto solamente di sfuggita, ma lo amo e non riesco comunque fisicamente a fargli anche solo idealmente il male che vorrei. *Si perde nei suoi rigiri di parole noti solamente a lei*
“Ti auguro di essere felice,” gli aveva detto. Non aveva mai pianto. Neanche osservandolo salire sull’aereo.
*Momenti di profondo amore, perché non ci sono veramente parole per esprimere il modo in cui amodio tantissimo il fatto che abbiamo lasciato andare via Zlatan proprio così, senza dire niente e anzi dandogli un bacio in fronte come fosse il figliol prodigo*
L’aveva osservata sorridere con rinnovata decisione, ricomporsi dal nulla, reinventarsi da zero, e tirare su le maniche fino al gomito. L’aveva vista correre a perdifiato da un lato all’altro del campo, colpita una, due, tre volte, ferita quasi fino a non potercela più fare. E rialzarsi sempre, ogni volta con lo stesso identico sorriso sul volto. Il sorriso di chi ha smesso di credere di potercela fare, il sorriso di chi sa che ce la farà.
OSSIGNOREBENEDETTOESANTO. *Raccoglie i pezzi del proprio cuore e li porge a Liz* TIENI, MANGIALI, TANTO A QUESTO PUNTO NON CAMBIA NIENTE.
E niente, è una cosa palesemente bellissima e molto vera e sono molto commossa e sto slacrimando arrandom sul pc del babbo, una cosa tipo proibitissima che se mi vedesse mi mangerebbe il capo a morsi e questo sarebbe un dramma perché non potrei finire questo commento e non voglio nemmeno pensare a codesta eventualità. La cosa bellissima è che io in queste tre righe ci rivedo l'Inter di cui mi sono innamorata ed è una cosa bellissima e AWWW *Si discioglie*
Ma poi ci hai messo il bacio (che non cito solamente perché sennò viene più lunga la parte del commento che sto effettivamente facendo - commento che si riduce moltisismo a mettere insieme parole senza senso, ma alla fine il sensasenso WINNA e basta) che è una cosa palesemente bellissima e capiamo che io riguardavo giusto le foto iersera e mi commuovevo tantissimo perché mi sono commossa tantissimo sul momento e ho quasi messo le mani addosso ad un mio amico che invece ha riso di quel gesto - ma è juventino, che può capire e_e *Pesta piùfforte*

[info]chia25

March 13 2010, 18:56:27 UTC 2 years ago

“Sarò forte anche per te,” le aveva risposto sicuro, “Ce la faremo insieme.” Lei aveva sollevato lo sguardo e l’aveva scrutato a lungo, senza cambiare espressione. Poi, la sua tristezza s’era sciolta in un sorriso più calmo. “Ti fidi?” le aveva chiesto lui, stringendo la presa sulle sue dita.
“Mi fido,” aveva risposto lei, annuendo decisa. S’era rialzata senza aiuto pochi secondi dopo. Senza neanche parlare, stava già cercando serenamente il biglietto per Londra.

Mi fido anche io, José. Ora e domani e il giorno dopo e, DIO, mi fiderò finché sarai con noi e mi fiderò anche dopo e verrò a cercarti ovunque sarai per fidarmi anche in quel momento. *Piange moltissimo*

Penso, per riassumere le fila, che il termine fanfic sia anche restrittivo, in tutto ciò, perché c'è un tale concentrato di amore e si vede proprio che trasudi amore per questa squadra da qualsiasi poro abbia la capacità di trasudare un qualsivoglia liquido. Questa è esattamente il genere di storia che farei leggere a qualsiasi detrattore dell'Inter e di José perché è impossibile non amarli per come li descrivi.
Grazie di aver scritto questa meraviglia. &hearts

[info]princess21ssj

March 13 2010, 19:12:49 UTC 2 years ago

E' una storia meravigliosa, sentita e commovente.
Ti giuro, l'effetto sulla mia psiche è stato devastante.
Ho colto ogni riferimento, ovviamente, e ciò mi ha fatta sentire svuotata. E' come se avessi messo per iscritto ciò che mi fa stare male in questo momento.
“Non posso farcela,” l’aveva sentita bisbigliare, la voce rotta. Le lacrime, sulle guance bagnate di pioggia, erano invisibili, ma ugualmente dolorose. “Non ce la posso fare, Zay. Non sono forte abbastanza. Non come credevi. È finita.”
Non c'è un paragrafo che meriti più di un altro di essere menzionato, ma questa frase mi ha spezzato il cuore.
E' meravigliosa, davvero. Perché poi si ricollega alla parte in cui descrivi la forza dell'Inter, di questa donna magnifica, capace di rialzarsi e riprendersi ancora una volta. Di rimettersi in piedi e combattere fino all'ultimo respiro.
çOç
Che meraviglia! ç_ç
<3

[info]el_defe

March 13 2010, 19:13:47 UTC 2 years ago

(Scritto subito dopo la lettura: sono le nove e qualcosa quando pigio il "salva" e non ho fatto colazione, non rispondo di me.)
NON sarò breve. (plag.)

Imbroccare una storia giusta di tanto in tanto può capitare anche ad autori meno smaliziati e comunque a una fetta più ampia dell'umanità scribacchiante; viaggiare su un livello altissimo come il tuo - e per altissimo intendo "ma che cazzo, qualunque fandom con te diventa oro e perfino le improbabilità più improbabili diventano cult da non perdere", o qualcosa del genere - è tutt'altra faccenda.
E neanche questa è genialità. Genialità non è scrivere belle storie, non è ricercare il sensazionale o la scena forte o disturbante o l'emozione facile o il pucci da letteratura Harmony. Genialità non è neanche utilizzare le frasi e le metafore più ricercate o scrivere su ciò che nessuno ha scritto.

L'espressione della genialità è la killer!fic, quella che si fa leggere con un pizzico di malizia dovuta al fatto che ti sta dicendo "ehi, caro, sono qui e sono disponibile, perché non mi dai un'occhiatina veloce prima di colazione?" con quel tono che ti fa soltanto pensare che sì, puoi concederti cinque minuti prima di colazione e leggertela, perché è sempre bello trovarsi una storia in mail di buon mattino - approfittando del fatto che evidentemente oltre a risiedere agli opposti lati d'Italia persistiamo in due fusi orari diversi con te che stai alzata fino a orari indecenti e io che sono già a ciondolare per casa alle sei di mattina.
Sì, be', inutile dire che non l'ho letta in cinque minuti, perché non mi è bastata una sola lettura e non perché non l'avessi capita, ma perché non mi bastava e alla fine della lettura mi ero sentito così meravigliosamente bene che volevo risentirmici ancora.

Come tutti gli amori della sua vita, José l’Inter non l’aveva scelta: lei era esplosa. Per dire, iniziare una storia così è una trappola a cielo aperto messa lì in bella evidenza e io non posso che cascarci dentro con tutte le spalle, perché la mia poco-più-che-neonata passione per questa gente qui non è nata per un motivo qualsiasi, ma è nata per quel motivo lì. *indica l'uomo bellissimo e rompicoglioni a capo di gente altrettanto bellissima e spesso altrettanto rompicoglioni* E la genialità non sta neppure nella personificazione - che splendida non basta a definirla - dell'Inter, una donnina carina e un po' ingenua, con tanto di chi la rappresenta dietro le quinte e ancora di più dei fan che la sostengono, ma sostanzialmente tanto buona verso il prossimo e tanto innamorata di un amore che va al di là del carnale, di un amore che ti va dentro al cuore come quello di cui i tifosi fanno sfoggio tra una sofferenza e l'altra.
E io l'ho vista colpita, l'ho vista cadere a Barcellona e a Genova e a Torino, l'ho vista illusa e poi delusa Dio solo sa quante altre volte soltanto quest'anno e l'ho vista riprendersi alla grande dopo essere stata schiaffeggiata dalla malafede e dalla cattiva sorte, l'ho vista cadere e farsi male a Catania ieri sera, l'ho vista soffrire come e quanto noi e fa male e fa bene, al di là di qualsiasi minaccia o provocazione o grido di rabbia possa lanciare verso Lei e i suoi protetti. Proprio perché l'ho vista so, e dunque amo senza riserve.

Zlatan fa male. La sua forza, il suo orgoglio, la sua indomabile sicurezza. Zlatan e l’Inter erano simili, molto, troppo. L’unica cosa che li differenziava era il tipo di sorriso col quale accoglievano le avversità: Zlatan sorrideva cattivo, preparandosi ad affrontare qualunque cosa, scrivi, ed è una rappresentazione così veritiera che ancora una volta ti chiedi come sia possibile racchiudere l'essenza di una persona (l'IC sarà pure un'invenzione pretestuosa, ma la credibilità è tutto) in due righe che a un certo punto sembrano addirittura scarne, mentre invece riassumono un mondo intero fatto di colpi di genio e continua insoddisfazione (OT: da un certo punto di vista, tu e la swedebitch avete un po' di cose in comune).

[info]el_defe

March 13 2010, 19:13:57 UTC 2 years ago Edited:  March 13 2010, 19:14:17 UTC

C'è ancora una volta quella scena, c'è l'addio in terra d'America bruciato dal sole e pieno di rassegnazione e tristezza, e di quella scena hai saputo tracciare un'angolazione ancora diversa, che non tradisce e completa le decine che hai già offerto e allo stesso tempo le rinnova tutte insieme contemporaneamente, guardando dritti al futuro che può essere migliore anche dopo una botta del genere.

E poi c'è José, così incommensurabilmente perfetto che non riesco a farmelo bastare in una storia così breve, perché mostra i suoi aspetti più fragili e affettuosi che è facile cogliere al di là di quella scorza ruvida e strafottente davanti alla quale si fermano, intimiditi, un po' tutti: un uomo che aspetta un giornalista alla fine di una conferenza stampa per abbracciarlo perché fa il suo mestiere, e altri che invece vengono da lui presi a maleparole e tacciati di prostituzione, non è un uomo bipolare o folle come si può ritenere erroneamente, ma un uomo che dedica le sue qualità soltanto a chi se le merita davvero secondo i suoi parametri.
E volevo riportare un'altra citazione, perché è quella che mi ha lasciato più a bocca aperta a fine lettura (prima, seconda, terza...):
L’aveva baciata in un freddo primo pomeriggio di fine febbraio, di fronte a un sacco di gente.
“Voglio che lo sappiano,” le aveva detto, nascondendo l’imbarazzo e stringendola con forza fra le braccia, “Voglio che lo sappiano tutti.” Lei aveva sorriso, un po’ incerta, ed aveva sollevato le braccia per allacciarlo al collo, lasciandosi cullare. “Non l’avevo mai fatto, prima d’ora,” aveva aggiunto lui, la voce vagamente tremula e lo sguardo fisso sul suo collo bianco e un po’ arrossato d’imbarazzo. “Non ti lascerò mai.”

È un passaggio che coglie dritto al cuore, come raramente un singolo frammento è capace di fare. Ed è opera di genialità, eppure la tua genialità non è nessuna di queste cose presa singolarmente, ma è dare te stessa al punto da costringerci a fare lo stesso senza inibizioni.

Di me, fai pure ciò che vuoi.
GRAZIE.

[info]meggie87

March 13 2010, 19:36:22 UTC 2 years ago

Come sai, io non vorrei commentare. Perché, l'ho già detto, mi sembra di essere inopportuna.
Questa non è la mia storia. Ed è così profondamente tua che, non so... è come se avessi letto una pagina di diario. E non una pagina di blog, che tutti possono leggere e commentare e chiacchierarci sopra. No. Un diario è quello nel cassetto che nessuno dovrebbe leggere e che se leggi poi ti senti in colpa perché non avresti dovuto, perché non puoi parlarne, non dovresti parlarne e non sai che dire.
Ecco.
Esattamente quello.
Quindi, proprio per quel motivo, io non posso commentarla. E non so neppure se ha senso ciò che ho scritto, ma prendilo un po' così, per quello che è. Un non commento, di sicuro ._.
<3

[info]juuhachi_go

March 13 2010, 19:40:16 UTC 2 years ago

Che ogni cosa che tocchi diventa oro io lo so da quando avevi quindici anni :* così come so che, in mano a te, le personificazioni sono una gioia per la lettura. E il fatto che questa fic abbatta le barriere fra quanto di una storia è reale come Zlatan e José, e fittizio come giovanedonna!Inter ne è la prova schiacciante! E quello che più di tutto mi ha colpito è che, nel suo essere una dichiarazione pubblica di un affetto che ti è sempre appartenuto prima di essere fangirling, dimostra anche che tu non cambi mai - anche in una fic sentita come questa, signorina!Inter si porta dietro, fra le righe di tutta la storia, un'ironia salace e dissimulata che nessuno oltre a te ha mai avuto, ed è uno dei tocchi imprescindibili che ti rendono quella che sei ♥!

[info]brilu

March 13 2010, 23:18:51 UTC 2 years ago

L'ho già riletta due o tre volte e mi ha preso allo stomaco tutte quante. E' un tipo di storia che resta dentro a lungo e per tanti motivi diversi: prima di tutto i personaggi che sono caratterizzati magnificamente, soprattutto Lei che è niente di meno che perfetta, nei modi di fare, nelle parole, in tutto quello che traspare, credo di non aver mai letto caratterizzazioni così belle e precise di qualcosa che è un'idea, un'immagine che in fondo tutti noi tifosi abbiamo in qualche modo nella nostra testa e che tu hai reso reale e già solo per questo ti dovrei ringraziare per tutte le prossime ere. Poi c'è quello che succede, questo triangolo così intenso e coinvolgente, il rapporto difficile tra Inter e Zlatan, questa dipendenza che c'è e non c'è, perchè alla fine va avanti anche da sola, e va avanti con José che qui come non mai è lui nel suo essere deciso e dolce allo stesso tempo, e così preso nel finale da lasciarmi senza parole davvero, inspiegabile quanto lo abbia amato! *_*
La scena dell'addio mi ha commossa tantissimo, tutta la dignità che dimostra Lei, il fatto che non versi neanche una lacrima, il sorriso tranquillo che ha quando lo lascia andare! Io leggo e sorrido e mi commuovo insieme ed è una cosa bellissima e ti adoro tantissimo per questo! <3
La parte finale poi è davvero riuscita a uccidermi in maniere molteplici, sia per lei, a terra come era davvero e come forse ci sentivamo un po' anche tutti noi e che per questo trasmette un'empatia incredibile e sei lì e soffri con lei ed è così naturale farlo che singhiozzavo e non mi sono nemmeno accorta di come ho iniziato! E José che con tutto quello che dice e che fa mi fa nuovamente innamorare di lui per la millesima volta, chiede di fidarsi e ci si fida, cioè davvero ti viene da annuire pure tu e dire "Si, mi fido" perchè è come se fossi accanto a lui e quella domanda l'abbia fatta a te e il fatto che tu con quello che scrivi riesca a far entrare le persone nelle cose così tanto intensamente ti rende davvero geniale, perchè lo fai in tutto quello che scrivi e diventa tutto speciale!
E non ho ancora parlato del bacio perchè qui non so davvero come esprimermi, non ho più parole se non un ringraziamento gigantesco perchè ormai non sono più solo scrittura, solo storia, ma diventano momenti vissuti che emozionano e migliorano la giornata se non qualcosa di più e niente, solo tanti tantissimi grazie!! *stringe forte*

[info]kimmy_dreamer

March 14 2010, 12:04:05 UTC 2 years ago

Donna tu hai un problema, e il tuo problema è che non scrivi dei miei fandom! Che devo incatenarti ad una sedia e piazzarti davanti ai miei show?!! XDDDDD
(okay, sfogo idiota ed egoista a parte)
Devo confessarti che non avevo mai capito come potesse il calcio essere un fandom così attivo, ma leggere questa cosa che non so neanche bene come definire, mi ha fatto capire che ci sono squadre che dovrebbero essere ONORATE dall'avere tifose del genere.
A prescindere dal fatto che amo come scrivi, è davvero una delle cose più intime e dolci che abbia mai letto. Non so, a volte ho l'impressione che la 'genialità' la si associ prevalentemente a fic "fredde", belle appunto per l'idea sicuramente peculiare da cui hanno avuto origine ma non particolarmente comunicative... questa secondo me ha messo perfettamente insieme l'essere geniale (perchè ragazza, un'idea del genere proprio non so da dove tu possa averla cacciata fuori xD) e una malinconia e una tenerezza che davvero, lasciano senza parole.
E per quanto non mi sarei mai creduta capace di dire una cosa simile... oh, l'Inter è fin puccia! ♥ :P
BRAVA.
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